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Gestione conflitto interessi: Guida Pratica alla Policy SNA 2025
Gestione conflitto interessi: la policy SNA 2025 offre un framework chiaro per evitare sanzioni e garantire trasparenza, con incentivi 2024–2026.

La gestione del conflitto di interessi nella Pubblica Amministrazione italiana ha subito una trasformazione radicale, passando da un mero adempimento burocratico a un pilastro della governance preventiva. Con l’introduzione dei nuovi modelli elaborati dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) nel 2025, le organizzazioni pubbliche sono chiamate ad adottare un approccio dinamico e strutturato. Non si tratta più solo di firmare una dichiarazione di assenza di conflitto, ma di implementare flussi operativi capaci di far emergere e trattare i rischi in modo tempestivo, garantendo l’integrità dell’azione amministrativa e la conformità ai nuovi standard di compliance digitale.
Il Nuovo Framework SNA 2025 per la Gestione Conflitto Interessi
Il nuovo modello di policy, pubblicato a febbraio 2025, rappresenta il punto di riferimento istituzionale per tutte le PA. Elaborato da un pool di esperti composto da G. Cilano, A. Ferrarini e M. Di Rienzo, il documento sposta il focus sulla metodologia di valutazione del rischio 1. L’approccio suggerito si integra perfettamente con le direttive del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) ANAC, promuovendo una cultura della trasparenza che non si limiti alla sanzione, ma punti alla prevenzione attraverso l’analisi delle relazioni sensibili.
Evoluzione normativa: dal DPR 62/2013 al PIAO
La disciplina del conflitto di interessi si è evoluta sensibilmente rispetto al quadro originario del DPR 62/2013. Un passaggio cruciale è rappresentato dal D.Lgs 36/2023 (nuovo Codice dei Contratti Pubblici), che rafforza l’obbligo di vigilanza sui conflitti potenziali. Oggi, la gestione di questi rischi deve essere organicamente inserita nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), lo strumento che unifica la programmazione della PA. Per supportare gli enti in questa transizione, il Portale Ufficiale PIAO – Linee Guida e Supporto fornisce indicazioni costanti su come armonizzare la policy con gli obiettivi strategici e di performance dell’amministrazione.
Come Redigere una Policy sul Conflitto di Interessi Efficace
Redigere una policy conforme ai modelli SNA 2025 richiede l’abbandono di template generici a favore di un documento calibrato sulle specifiche attività dell’ente. La policy deve definire criteri oggettivi per misurare il rischio, basandosi su tre variabili fondamentali: l’Intensità relazionale (la natura del legame tra i soggetti), la Potenzialità di influenzamento (quanto il legame può deviare l’interesse pubblico) e l’Impatto (le conseguenze di una decisione distorta) 1. Una policy efficace deve quindi trasformare queste variabili in una matrice di calcolo che guidi il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) nella valutazione delle dichiarazioni.
Flussi Operativi di Emersione: L’Allegato II SNA
Il cuore operativo della nuova gestione è rappresentato dall’Allegato II del modello SNA, che descrive i flussi di emersione del conflitto. Questi flussi si dividono in tre categorie:
- Flusso ordinario: la dichiarazione spontanea del dipendente (Agente pubblico).
- Flusso rilevato: quando il superiore gerarchico identifica una situazione di rischio non dichiarata.
- Flusso da terzi: segnalazioni esterne o alert derivanti da sistemi di monitoraggio.
Per le piccole amministrazioni, è essenziale semplificare questi passaggi garantendo che l’istruttoria interna si concluda entro termini certi, solitamente fissati in 10 giorni, per non paralizzare l’attività amministrativa 3.
Dichiarazione Preventiva e Obbligo di Astensione
L’obbligo di astensione rimane la misura principale in caso di conflitto attuale. Secondo l’Art. 16 del Codice dei Contratti Pubblici, il personale che versa in una situazione di conflitto di interessi deve darne comunicazione immediata e astenersi dal partecipare alla procedura 3. La mancata astensione non comporta solo il rischio di sanzioni disciplinari e penali, ma può determinare l’annullamento degli atti di gara e l’esclusione dell’operatore economico, con gravi ripercussioni sulla responsabilità amministrativa e contabile del dirigente.
Monitoraggio Tecnologico: ARACHNE e i 100 Indicatori di Rischio
Nel 2026, la gestione del conflitto di interessi non può prescindere dagli strumenti digitali. La Commissione Europea (OLAF) ha messo a disposizione ARACHNE, un sistema di data mining che utilizza oltre 100 indicatori di rischio for il profiling delle amministrazioni e dei beneficiari dei fondi 4. Questi indicatori sono raggruppati in 7 categorie critiche, tra cui la concentrazione degli appalti, la reputazione dei fornitori e le anomalie nella gestione finanziaria. In Italia, questi dati confluiscono nella piattaforma PIAF-IT (Piattaforma Integrata Anti-Frode) gestita dal MEF, che permette un monitoraggio trasversale e preventivo, fondamentale per la tutela dei fondi PNRR. Per approfondire l’uso di questi tool, è possibile consultare la Guida agli strumenti antifrode ARACHNE e PIAF-IT.
Profiling delle Amministrazioni e Analisi dei Dati
L’efficacia di questi strumenti è stata testata attraverso il coinvolgimento di 34 amministrazioni pilota nel laboratorio SNA per la gestione del rischio 1. L’analisi automatizzata permette di far emergere “interferenze relazionali” che difficilmente verrebbero rilevate con controlli manuali. Il profiling non serve a punire, ma a indirizzare l’attività di audit del RPCT verso le aree a più alto rischio, ottimizzando le risorse e riducendo il carico burocratico sulle procedure a basso rischio.
Strategie di Trattamento: Soft vs Hard Strategies
Una delle innovazioni più significative del framework 2025 è il superamento dell’astensione come unica soluzione. Ispirandosi alla norma UNI ISO 31000:2018 sulla gestione del rischio, la SNA introduce una distinzione tra diverse strategie di trattamento 1:
- Hard Strategies: misure drastiche come l’avocazione della pratica da parte del superiore, il trasferimento del dipendente o l’annullamento della procedura.
- Soft Strategies: misure di mitigazione che permettono la prosecuzione dell’attività sotto condizioni specifiche, come la disclosure rinforzata (rendere pubblico il potenziale conflitto) o l’affiancamento di un secondo funzionario nel processo decisionale.
Quando applicare le Soft Strategies
Le Soft Strategies sono particolarmente indicate per conflitti di bassa intensità o situazioni di “conflitto apparente”. Esempi pratici includono l’adozione di impegni comportamentali scritti o l’applicazione di periodi di “cooling-off” (raffreddamento) per gestire il fenomeno delle “revolving door” o porte girevoli, dove un ex dipendente pubblico passa al settore privato con cui aveva rapporti professionali 2. Queste misure garantiscono che la trasparenza sia mantenuta senza privare l’ente di competenze tecniche specifiche, bilanciando efficienza e integrità.
In conclusione, l’adozione di una policy sul conflitto di interessi aggiornata ai modelli SNA 2025 e integrata con strumenti di monitoraggio tecnologico è essenziale per proteggere l’ente da sanzioni e garantire la legalità dei processi, specialmente nella gestione dei fondi europei.
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Le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere legale o la consulenza professionale specifica.
Punti chiave
- La gestione del conflitto di interessi è ora un pilastro della governance preventiva, non più un mero adempimento.
- Il framework SNA 2025 integra la valutazione del rischio con il PIAO e le direttive ANAC.
- Flussi operativi chiari, monitoraggio tecnologico e strategie di trattamento diversificate sono fondamentali.
- L’uso di ARACHNE e PIAF-IT supporta il profiling delle amministrazioni e l’analisi dei dati.
- Le strategie di trattamento includono misure “soft” per mitigare il rischio in modo flessibile.